Mentre il Piave mormora… gli Athletics dormono

Mi piacerebbe iniziare e chiudere l’articolo in fretta, questa settimana, con un semplice e laconico “no comment”, ma ahimé l’animo del cronista (seppur improvvisato) prende il sopravvento e spinge affinché si dia forma scritta a quanto si è visto sul campo, trattenendo a stento sentimenti d’’incredulità, stizza e forse vergogna ed altro.

E’ stata una debacle, una debacle totale. Era uno scontro fra poveri, penultimo ed ultimo si affrontavano (2 gare a Bologna poi 2 a Ponte di Piave) con la consapevolezza che una sconfitta degli ultimi (Ponte di Piave n.d.r.) avrebbe dato la certezza agli altri (Athletics) di, se non salvarsi subito, accedere alla lotteria dei play out. La logica impone di puntare tutto sulla prima partita. Ci sono molte assenze, nelle file della Pranzopiù, forse troppe per quella sorta di maledizione che attanaglia la squadra giallo verde già dalle amichevoli. Vinta la partita del mattino il percorso sarebbe stato certamente meno insidioso. Ma proprio in gara 1 il “monte di lancio” ha avuto il primo crollo, lasciando basito il pubblico di casa. Il partente Poppi (5 RL, 5 punti subiti, 6 BVC) non ha reso al massimo, con lanci lenti e prevedibili indirizzati verso le golose mazze del Ponte di Piave. Il cambio con Gerbi prima e Tavolazzi poi non hanno migliorato le cose. In gara 2 non è andata certamente meglio, Roncarati, dolorante al braccio, è durato solo 4 inning, e va detto che nessuno degli otto punti subiti è stato guadagnato su di lui, anche se, proprio da un suo errore sono scaturiti 4 punti, male anche Saletti, nonostante le sei eliminazioni al piatto. Non da meno, ad un monte di lancio impreciso e battibile ha fatto eco un attacco ancor più penoso, bloccato, impietrito e timoroso, 7 valide nella prima partita, di cui 5 negli ultimi tre attacchi quando la frittata era già fatta e servita e, addirittura, solo 2 nella gara pomeridiana contro un lanciatore non certo irresistibile. Un fallimento quasi definitivo se non ci fossero ancora due scontri diretti da consumare, domenica prossima, 14 settembre, a Ponte di Piave. Quella sarà l’ultima occasione a disposizione e lo staff tecnico della squadra, non esente da responsabilità, dovrà far di tutto, ma proprio di tutto, per vincere la prima partita; così non fosse, sono sincero, la vedo molto, ma molto dura. Tutti dovranno far quadrato e giocare la partita della vita. Se si perdono entrambe le partite, l’Athletics darà l’addio al campionato di serie B e retrocederà senza appello. Ultima chicca da raccontare, per me importante e significativa, riguarda quanto accaduto a San Lorenzo Isontino (altra squadra pericolante). Arbitro Zorzenon, ancora lui. In campo Rovigo sta vincendo gara due 10 a 8, siamo all’extra inning (10°), i friulani si sono beccati due punti e stanno in attacco con due out e nessun corridore sulle basi, è tardi è vero, ma quando il coach del Rovigo chiede tempo per inserire il suo closer, il buon Zorzenon esordisce “Se sostituisce il lanciatore dichiaro sospesa la partita per scarsa visibilità!”. Ora, noi non c’eravamo, ma se era buio era buio anche senza sostituire un lanciatore, credo che su questo si sia tutti d’accordo, allora mi chiedo: può un direttore di gara intimidire una scelta tecnica e ricattare un coach a non mettere in atto questa sua scelta, legittima? Tanto è che il coach del Rovigo ha cambiato il lanciatore e Zorzenon (perché sarà anche un incapace, ma è di parola) ha sospeso la partita. Rovigo dovrà tornare (forse) a San Lorenzo per giocare 1 out!! Non so se vi rendete conto, non so se questi personaggi hanno una benché minima idea dei salti mortali che devono fare le società di baseball per far quadrare i loro bilanci. Ma la domanda è: Qui prodest? A chi giova ? Di certo le società, i giocatori e perché no, le loro famiglie (trattandosi di dilettanti!!) meritano più rispetto!

Gara 1: La verve di Rumenos non basta (3 su 4 con un doppio) perché la squadra non lo segue nell’impresa, resta bloccata nel box di battuta assistendo impotente, una volta schierata in difesa, al martellamento continuo che gli avversari operano sui lanci di Poppi & Co. La difesa, nel complesso, tiene bene il campo commettendo solo due errori di cui uno determinante. E’ in attacco, lo ripeto a costo di diventare antipatico, che c’è qualche cosa che non funziona, da tempo. Anche se, ad onor del vero, rinunciare per infortunio, contemporaneamente all’apporto di Deligia, Roda e Trentini, per dirne solo tre, non poteva non avere strascichi negativi in funzione offensiva. Gli Athletics vanno in vantaggio al primo inning, valida del venezuelano e punto di Carrà, ma nel prosieguo della gara, almeno fino all’ottavo inning, si vedono solo gli ospiti che segnano punti a ripetizione vincendo 16 a 6, mettendo a segno 14 valide e giocando un baseball gioioso privo di ogni ansia di risultato. Altresì gli Athletics disputano l’ennesima partita difensiva anche in attacco, speculano sui lanci, facendo passare favolosi strike con su scritto “battimi !” sperando nell’improbabile base ball regalata dal lanciatore avversario, base su ball che rarissimamente arriva. GARA 2 inizia nel peggiore dei modi, nei primi tre inning altrettanti errori della difesa pesano tantissimo portando il risultato a favore degli ospiti sul 7 a 1. Il loro vantaggio cresce, inning dopo inning, ed al settimo il gap tra le due squadre (19 a 1 !!) determina la fine del contendere. Il Ponte di Piave gioca in scioltezza, conscio di non aver nulla da perdere e sulle ali dell’entusiasmo batte qualsiasi palla arrivi nei pressi del piatto di casa base, fregandosene del fatto che si tratti di uno strike o un ball, un po’ come fanno i ragazzini alle prime armi. Il loro modo di “intendere” la partita è vincente. Alla fine metteranno assieme la bellezza di 17 valide, dimostrando una potenza di fuoco non indifferente e che pone seri interrogativi sulla posizione di classifica occupata attualmente dai veneti. La Pranzopiù bolla solo due volte con Guidoni ed Andrian. Troppo poco per una squadra che ha la “mission” di salvarsi.

Ultima fatica, domenica prossima, a Ponte di Piave dove i bolognesi troveranno una squadra ancor più agguerrita. Alle citate assenze si aggiungerà quella di Minarini, infortunatosi nel corso di gara due, e forse Andrian in quanto espulso in gara uno per motivi ignoti. Squadra in grande emergenza, quindi, ma con un solo obbligo, vincere almeno una partita.

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