Trofeo “Città del Palladio” a Vicenza

Categoria RagazziDopo un sereno viaggio esente da traffico, attraversata Rovigo, che nonostante la stagione estivissima ci delizia con la specialità locale, la nebbia, giungiamo in quel di Vicenza nel bellissimo impianto che ospita grandi e piccini protagonisti di baseball.
Il tempo di ambientarci e di consumare il primo dei graditi pasti e pronti per la prima delle quattro gare di quello che viene definito “round robin”, proprio come quelli grandi.
Ci troviamo di fronte i padroni di casa del Palladio Vicenza, ai quali opponiamo come partente il sempre pronto Davide “Austin” Balestri, che archivia le prime tre riprese con 5 strike out, 2 basi su ball concesse, una sola valida ed un punto subito.
Ottimo anche il rilievo Federico “Koala” Montanari, che non fa rimpiangere il suo predecessore sfoderando una prova di tutto rispetto nelle ultime due riprese, con 5 strike out, concedendo 2 basi su ball, una valida e 3 punti.
Per la verità i 3 punti sono frutto della cooperativa del sonno, costituita in loco da tutti e nove i difensori schierati in campo nel quinto inning.
Infatti l’episodio, che alla fine risulterà l’unica macchia su una partita ben disputata sotto tutti gli aspetti, si compone di un susseguirsi di negligenze per le quali nessuno dei nostri si può ritenere innocente.
Trattasi di una facile volata non raccolta, seguita da un tiro eseguito in colpevole ritardo, ma soprattutto indirizzato nel nulla ed inoltre ignorato dagli astanti, se si esclude una misericordiosa recinzione.
Fortunatamente nel complesso la prestazione nel box è stata molto confortante con un totale di 11 valide colpite dai nostri, tra i quali si distinguono il solito Austin con 3 su 3, Ricky Tassoni e Koala con 2 su 2 ed il giovane Lorenzo “Smile” Capelli autore di un brillante 2 su 3.

SUCCESSIONE DEL PUNTEGGIO

Palladio 0 0 1 0 3 4
A’s 4 1 0 1 4 10

Prendiamo possesso dei nostri rigidi giacigli notturni, ci rinfreschiamo con una bella doccia e via, di nuovo in campo.
Questa volta in campo ci attendono I Black Panters di Ronchi dei Legionari, franchigia storicamente esecutrice di buon baseball, come è apparso evidente anche nel suo primo incontro.
Tale considerazione induce il Manager dei piccoli gialloverdi (io) ad impostare una gara di crescita per alcuni dei nostri ragazzi, nello specifico consegna la palla del partente al potente ma falloso Max Scalici perché possa mettere lanci sotto pressione nel suo curriculum.
Ed il ragazzo non ha deluso i suoi allenatori, faticando e lottando senza mai arrendersi allo sconforto.
Nonostante le 9 basi su ball in due innings, si è notato come una buona percentuale dei ball lanciati fossero molto vicino all’area di strike, così non la pensano però i due avversari colpiti.
Delle palle indirizzate nell’aerea dello strike solo 2 sono state colpite in valido, a dimostrazione che i veloci strike del nostro lanciatore non sono facili da colpire.
La forte formazione friulana capitalizza comunque l’imprecisione del nostro partente e porta a casa 8 punti.
Anche l’ingresso come rilievo di Ricki Tassoni non migliora di molto la trama della partita.
Infatti nei due innings da lui lanciati concede 7 basi su ball, un colpito e concede altri 6 punti, forse non troppo motivato dalle scelte dello staff tecnico.
In attacco interrompe il silenzio assordante delle mazze bolognesi solo il bel doppio del solito Austin che sembra aver ritrovato la confidenza col box di battuta.

SUCCESSIONE DEL PUNTEGGIO

A’s 0 0 0 0 0
Ronchi 4 4 2 4 14

Passata una notte d’inferno, che solo un torneo in India dormendo sul letto di chiodi dei fachiri potrebbe peggiorare, ci si sveglia di buon ora per dover poi giocare alle tredici del ventisettesimo giorno di uno degli agosti più caldi dal mesozoico ad oggi, contro il Ponte Piave.
Ma gli athleticini ci sono.
Si tenga presente che questa fredda cronaca è stata trascritta con ancora l’emozione del match addosso, e che emozione!
Abbiamo assistito allibiti ad una partita guadagnata, poi buttata e quindi strappata con la forza agli avversari.
Infatti, dopo aver raggiunto il vantaggio per 4 a 1 durante i primi due innings con una prova in attacco composta da battute valide e capitalizzazione degli uomini gratuitamente passati in base dal lanciatore avversario, ed un ottimo Austin sul monte, si è subito il veemente ritorno degli avversari che, approfittando del calo del nostro partente, segnano 2 punti nel 3 inning.
Fine terzo inning ancora 4 a 3 per gli athletics, ma……………
Ma nella prima parte del 4 inning, a causa di un ingresso non in ottime condizioni di Koala (si narra non sia stato seduto il tempo sufficiente prima di lanciare??????????????????????), gli avversari marcano 4 punti piazzando un bel doppio dopo 4 basi su ball.
Partita finita? NO.
Mentre io sto elaborando un’omelia sulla determinazione, sulla concentrazione e sull’opportunità di impegnarsi in talune occasioni, inizia il 4 attacco dei nostri che comincia con uno uno strike out di Giovanni “Kobra” Mennuti.
Quando le speranze sembrano abbandonarci si presenta nel box il sempre combattivo Pietro Capponcelli che piazza un singolo sull’esterno destro.
Un lumicino si accende e la squadra lo segue.
In sequenza Austin batte un triplo, Koala e Ricky mettono due singoli, Smile arriva salvo per errore ed il pareggio è servito.
Con uomini in prima e in terza si presenta nel box Geral Bayoneto, che come un navigato professionista batte una profonda volata sull’esterno centro, permettendo a Ricky di segnare il punto della vittoria.
Una bella vittoria, per la reazione rabbiosa di tutta la squadra, perché ottenuta più con l’attacco che con i lanciatori come spesso accade.

SUCCESSIONE PUNTEGGIO
Ponte Piave 0 1 2 4 7
A’s 2 2 0 4 8

Ed arriva quindi la tanto attesa sfida col Carpi, squadra che annovera tra i suoi componenti i tre pirotecnici ed esotici prestiti del torneo di Rimini, che ormai sono entrati nelle grazie del nostro gruppo.
Purtroppo una sfida tanto attesa giunge in un momento di asfissia delle cellule nervose, sia in campo che fuori.
Probabilmente dobbiamo ancora tutti imparare a gestire l’adrenalina che in certi scontri eccede.
Al di là del mero risultato numerico, gli spunti tecnici raccolti nella prima parte del match possono definirsi interessanti, poi i neuroni della banda Athletics sono andati in gloria ed il peggio ha avuto il sopravvento.
Nello specifico c’è stata poca lucidità nel box che ha aiutato il già forte partente carpigiano.
Raccogliamo comunque 5 battute valide, di cui 4 interne (non è dato sapersi quante imputabili ad una difesa approssimativa, quante al signor Kenko e quante ad un generoso classificatore).
Brilla tra queste il possente triplo in campo opposto del nostro Max Scalici.
Sul monte i giallo verdi partono con Ricki Tassoni , autore di una prestazione discreta, ma tradito da una difesa distratta che semina errori nei momenti più caldi del match.
Il rilievo Max Scalici riprende il suo lavoro e lo fa nella maniera migliore, fornendo una prestazione in crescita composta dalle solite basi su ball (ben 4) ma collezionando anche due strike out frutto della potenza del nostro ragazzo.
Risultato finale 10 a 4 per il Carpi.
L’esito delle quattro partite sin qui disputate ci porta ad essere secondi a pari merito con Carpi ed i padroni di casa del Palladio; purtroppo la differenza punti, ci condanna al quarto posto.
Personalmente ritengo sufficientemente gratificante la crescita delle singole qualità tecniche di ogni singolo giocatore ed anche i positivi segnali forniti dall’esperienza umana del gruppo.
Manca il risultato sportivo, ma sarà la storia a decidere quali fossero le priorità del nostro gruppo di pargoletti.

SUCCESSIONE PUNTEGGIO
A’s 1 0 3 4
Ronchi 2 4 4 10

La posizione in classifica guadagnata nel girone ci porta ad una specie di spareggio che condanna i perdenti al quinto posto e consente ai vincenti la possibilità di giocarsi la finale per il terzo posto.
Il risveglio della domenica mattina ci rende una squadra stanca non solo fisicamente ma anche mentalmente.
I due lanciatori, indicati come papabili partenti per poter guadagnare la finalina per il terzo posto, palesano evidenti segni di logorio: uno lamenta un indolenzimento alla spalla, chiara conseguenza di affaticamento, l’altro, molto più semplicemente, si è riaddormentato sul tavolo della colazione tra fette di pane e crostatine.
Lo spettacolo poco edificante mi induce a deviare le mie scelte tattiche sulla new generation, ed ecco spuntare dal cilindro del manager la batteria del futuro (forse), composta dai giovanissimi Lorenzo “smile” Capelli e Giovanni “kobra” Mennuti dietro al piatto di casa base.
Anche in diamante ci si gioca il jolly con Pietro Capponcelli, Denzel Migo e Lorenzo Vignali a coprire rispettivamente i ruoli 6, 5 e 4.
Impressionante la prova del giovine Smile, che con una sequenza infinita di strike, consente agli avversari del Ponte Piave di massacrarci di valide fino ad ottenere alla fine 12 punti, risultato algebrico di tre inning da quattro punti.
Da segnalare che dopo 2.1 inning il partente giallo verde è stato sostituito da Federico “koala” Montanari, che non ha saputo cambiare marcia alla partita.
Anche la pochezza dimostrata in attacco conforta la mia scelta di partenza, se si esclude il caldissimo Denzel che chiude con un sontuoso 2 su 2 con un singolo ed un triplo.
Credo sia stato importante concedere esperienza a chi di solito viene sacrificato all’altare del dio vittoria e la bella presa al volo dall’esterno centro di Pietro Capponcelli, allontanato dal box di battuta dopo aver respirato troppo da vicino una Kenko, sia una confortevole conferma.
A’s 0 0 3 1 4
Ponte Piave 4 4 4 12

Concludendo, ritengo la nostra squadra un progetto in costruzione e credo che questo torneo sia stata una perfetta tappa.
Il livello tecnico del torneo si è mostrato indicato al nostro intento, impegnativo ma mai proibitivo, e tutto sommato l’impegno profuso dai nostri ragazzi nell’arco delle tre giornate si può considerare soddisfacente.
Insomma, sono ammaccato, inebetito dal sonno arretrato, ma mai pentito di aver accompagnato i miei ragazzi in questa avventura.