Yogi non è solo un orso

Hata Yoga è una disciplina, non proprio religiosa, ma ad essa collegata, induista, nata come rivolta alternativa alle forme di pensiero religioso, i suoi asceti venivano denominati siddhi o yogi, cioè coloro che sanno dominare con la volontà il proprio corpo e l’energia che in esso è racchiusa. Yogi, per chi non avesse dimestichezza con le religioni, è una divinità indù. Era anche un orso, un cartoon di Hanna & Barbera, della mia generazione, rubava le merende ai picnic nel parco di Yellowstone e c’era un Ranger che gli stava sempre addosso ed un solo compagno, il fedele BU-BU. Vi starete chiedendo cosa c’entra un orso ed una divinità indù con il baseball, bene, quando guardavo i cartoni pensavo che quel nome, il nome dell’orso, Yoghi, fosse un’invenzione del suo creatore, nemmeno lontanamente avrei potuto immaginare che quel nome era stato ispirato dal soprannome di un giocatore di baseball nato nel maggio del 1925 da una coppia di italiani emigrati nella terra promessa che, in quei tempi, era costituita non dall’isola di Lampedusa, bensì dall’isola di Ellis Island, alla foce del fiume Hudson nella baia di New York. Il porto di Ellis Island accolse oltre 12 milioni (avete letto bene!) di aspiranti cittadini statunitensi tra la fine dell’800 ed i primi decenni del ‘900, di questi 12 milioni di uomini, donne e bambini solo il 2% fu rifiutato, l’isola, inizialmente adibita ad arsenale militare fu poi prigione, per i prigionieri giapponesi (una specie di Guantanamo) durante la seconda guerra mondiale, invece oggi è adibito a Museo dell’Immigrazione.

A St. Louis, come in tante altre città statunitensi, esiste un quartiere italiano. Nasce qui il nostro Yogi da Paulina e Pietro Berra, originari della provincia di Milano (quando i milanesi emigravano e non avevano paura dei migranti). Il suo vero nome è Lawrence Peter Berra. Il soprannome Yogi, narra la leggenda, una delle tante che costella il mondo del baseball a stelle e strisce e che lo rende per questo unico ed incredibilmente fantastico, gli venne attribuito da un amico che, vedendolo seduto con braccia conserte e gambe incrociate, durante una partita, disse che assomigliava a una divinità indù che ricordava di aver visto in un film. Yogi è stato bandiera dei New York Yankees in cui giocò la sua carriera da giocatore, nel 1972 è entrato nella Hall All Fame, l’olimpo del baseball. Ha giocato sempre nel ruolo di ricevitore per poi, a fine carriera, diventare apprezzato manager e coach (dal 1963 al 1989) di Yankees, Mets e Astros.

Yogi Berra è famoso per i suoi aforismi, vere perle di pseudo-saggezza, demenziali e lapalissiane, ma che fanno pensare e, soprattutto, sorridere. Ora, rileggendo queste brevi frasi, estrapolate da un contesto che immagino fosse più ampio, si apprezzerà la spontaneità e la semplicità di pensiero che era caratteristica fondamentale di questo grande personaggio del baseball americano. Per esempio – Il baseball è per il novanta per cento questione di testa. L’altra metà è forma fisica – è mostruosamente comico perché denota un senso personalissimo della matematica, come dimostrato da queste altre frasi : – La pizza me la tagli in quattro fette, non penso di riuscire a mangiarne otto – e ancora – Dai il 100% nella prima metà della partita e, se non è abbastanza, nella seconda metà dai quello che ti è rimasto – Se invece cerchiamo saggezza, ecco – Sì, sono brutto ma non ho mai visto nessuno battere con la faccia – e – Come posso pensare e colpire contemporaneamente? – quest’ultima frase dovremmo scolpirla sulle spalle di molti nostri giocatori. Questa invece aiuta a pensare oltre le parole – Penso che la Little League sia fantastica. Tiene i bambini lontani da casa – vogliamo qualcosa di più comico che rasenti il demenziale? possiamo sbizzarrirci – Se non andate ai funerali degli altri, loro non verranno al vostro – Ho sempre pensato che quel record avrebbe resistito finché non fosse stato battuto – Devi stare molto attento se non sai dove stai andando, potresti non arrivarci – e, per finire : Mai rispondere alle lettere anonime. Fantastico Yogi ! Nel New Jersey, dal 1998, esiste uno stadio di baseball che porta il suo nome. Lawrence Peter Berra il 12 maggio 2009 compie 84 anni, Auguri!!

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