C’è figurina e figurina

Quando, a dodici anni, con i pantaloni corti e l’ingenuità che dovrebbe essere “obbligatoria” a quella età, ci trovavamo, io e i miei amici di “cortile”… quella cosa che oggi non esiste più (ahimé) … , dopo l’oratorio (esiste ancora?… Ahimé) , a fare scambi di figurine. Celo… manca …celo doppio! Il calcio imperversava e Tarcisio Burgnich era introvabile, si giocava sul muretto, si lasciavano cadere le figurine e chi, con la sua, andava a coprire anche un piccolissimo lembo di un’altra quella o quelle erano sue. Ci si perdeva delle ore se non delle giornate intere a far cadere atterra questi cartoncini. Giornate fantastiche, più per chi vinceva ovviamente. Le mitiche Figurine Panini, in quegli anni c’erano solo quelle ed erano bellissime e curate nei dettagli, non avevano ancora il retro adesivo, ma si dovevano “attaccare” all’album usando la colla midina (chissà se era il suo vero nome, io l’ho sempre chiamata così), un mio compagno di scuola la mangiava perchè sapeva di mandorla amara… per me era fatta con l’arsenico, chi può dirlo…

Figurine di baseball la Panini ne ha fatte, per qualche anno, ma solo per il mercato USA. C’erano i giocatori (non tutti) il logo della società, la foto dello Stadio e le medie degli ultimi anni. In Italia non sono mai state commercializzate e, per averle bisognava andare a Modena, direttamente in azienda. Gli Americani, invece, da sempre, hanno il culto del collezionismo delle figurine di baseball e d’altro. E queste, nel tempo, acquistano valore e sono ricercatissime.

Una rarissima ‘ baseball card ’del 1909, raffigurante Honus Wagner, soprannominato “The Flying Dutchman”, cioè l’Olandese Volante… sì, il riferimento calza con la saga dei Pirati dei Carabi, l’Olandese Volante infatti è una nave fantasma che veleggia senza meta e senza sosta, il nostro “uomo del baseball”, pur non essendo un fantasma, era simile per la velocità con cui correva da una base all’altra, infatti la Nave Fantasma di cui vi sto dicendo è storicamente interpretata da una nave del diciassettesimo secolo che viaggiava a velocità sorprendente tra l’Olanda (prima base) e l’isola di Giava in Indonesia (seconda base). Tornando alla nostra “card”, quella di Honus Wagner è stata venduta, in un’asta in California, per 2,8 milioni di dollari. La figurina e’ stata acquistata da un anonimo collezionista. Sei mesi prima un “cartoncino” uguale, pubblicato dall’American Tobacco Company nel 1909, era stato venduto a 2,35 milioni di dollari. La leggenda narra che Wagner decise di fermare la pubblicazione delle figurine per problemi con lo sponsor e per la volontà di non pubblicizzare il tabacco fra i giovani. Per questo il suo valore è enorme, perché in circolazione ce ne sono poche. Mi sembra di aver visto un film, non tanto tempo fa, in cui si narrava di questi fatti, ovvero di giocatori di baseball assoldati dalle compagnie del tabacco per sponsorizzare i loro insani prodotti mettendo la propria figurina all’interno del pacchetto di sigari o sigarette. I giocatori, che allora non guadagnavano la barca di dollari che guadagnano oggi, prestando la propria immagine arrotondavano i loro ingaggi. Pare che questo Wagner si tirò fuori da questa logica.

Ragazzi, conservate le figurine, di qualsiasi collezione si tratti, non buttatele e non fatevi convincere a buttarle, nemmeno quando sarete diventati adulti, perché tra qualche decennio potrebbero valere un capitale! Fatevi aiutare dai nonni perchè, da qualche parte, in giro per gli armadi, dovreste trovare ancora qualche collezione di prima che nasceste.

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