Si tratta di una notizia abbastanza datata, parliamo di qualche anno fa, ma visto che di baseball non se ne parla se non a spizzichi e bocconi, e sempre in maniera seriosa (e per questo non smetterò mai di ringraziare il gergo e la vitalità delle cronache di Elio e Faso per Sky) forse qualcuno non l’ha mai letta né saputa, indi per questi amanti delle curiosità che girano attorno al nostro sport, questa news rimane attuale.

Si parla di Record, un record alquanto bizzarro. Una squadra del campionato professionisti di baseball del Sud Carolina (USA) ha registrato una presenza ufficiale di “zero” tifosi nel corso di una partita disputata in casa. La squadra in questione è Charleston Riverdogs (letteralmente cani di fiume) che decise di propria iniziativa di lasciare i tifosi fuori dallo stadio durante la partita disputata contro i Columbus Red Stixx (che non vuol dire “gli stitici rossi”).

Vi chiederete il perché di una simile iniziativa e la maggior parte di voi penserà di certo ad un dispetto, ad una forma di protesta inversa, della società contro i tifosi, magari perché il tifo non era abbastanza “rumoroso”. Nulla di tutto questo. L’obiettivo dichiarato dalla società di Charleston era quella di verificare la capacità della squadra di trovare la concentrazione anche senza il supporto dei propri fans.

Avete capito bene, praticamente, rapportandola alla situazione italiana, la si potrebbe vedere così :

– Gli spalti dei diamanti italiani sono per lo più deserti poiché i fan vogliono vedere come si comportano le squadre senza il loro supporto.

Ho volutamente ribaltato il concetto. Dove sono i fan del baseball in Italia? Oppure non ce ne siamo accorti ed i fan sono là fuori che aspettano. Magari aspettano che il baseball in Italia diventi “professionistico” :

– << Papà, cosa fa quel signore sotto quel lampione? Si quello con il cappellino da baseball e la casacca con scritto “Athletics”? >>
– << Matteo, non guardare, quello è un PROFESSIONISTA! >>

Ma vi chiederete se l’iniziativa ha poi avuto successo, quindi finiamo di raccontare la notizia.

Alla partita i tifosi c’erano andati, eccome, e la decisione della Società fu una vera e propria doccia fredda per loro. Ma siccome parliamo degli USA e qui tutto si fa alla grande (non solo la guerra) a questi tifosi (quasi 2000, come da noi praticamente) fu dato modo di vedere la partita su un maxischermo, rifocillati di tutto punto e gratuitamente! La partita si concluse con la vittoria della squadra avversaria per 4 a 2.

Quello che a me piace di più di questa storia è la dichiarazione dell’allenatore della squadra di casa: “era importante far capire ai miei giocatori l’importanza dell’energia che la folla trasmette durante le partite. Anche se a volte il merito delle vittorie è solo ed esclusivamente della squadra, la tifoseria resta un elemento importantissimo, senza il quale non è possibile ottenere risultati significativi”.

Che dire ! Noi questa “energia” non l’abbiamo mai conosciuta e forse mai la conosceremo, nemmeno di sfuggita. Mi piacerebbe quindi poter fare appello ai nostri fans (ma ne abbiamo?), per esempio i ragazzi delle squadre minori, famiglie comprese, amici e parenti, amanti del gioco. VENITE almeno una volta a vedere una nostra partita e tifate, tifate. Noi non potremmo mai fare come gli americani e decidere di farvi rimanere fuori, delle due ci piacerebbe escogitare qualche cosa per “portarvi dentro”!