Tifosi tranquilli

Nel baseball nostrano è molto difficile trovare appigli, tra tifoserie, e diventare aggressivi nel vero senso della parola. Sì, può accadere che si scenda in discussioni un po’ più accese di un semplice scambio di opinioni, qualche spinta, tante parole… “vieni qui se hai il coraggio!” … “no vieni tu!!”, ma tutto si ferma lì. Poi ci sono i Blog che, funzionando come le e-mail, si prestano ad orribili ed assurde incomprensioni, in più, di solito, chi scrive sui Blog, usando al posto di “nome e cognome” uno pseudonimo (oggi si dice nickname), ha sempre qualche astio personale, qualche piccolo conflitto d’interesse, nella questione, morale, questi Blog, servono e non servono. Non mancano di certo, parlando di tifoserie “poco tranquille”, le eccezioni, ma non farò alcun riferimento, altrimenti mi arrivano altre minacce personali … ed ho detto tutto. Nel baseball nostrano l’equazione, di solito, nella maggioranza dei casi, è molto semplice: partita finita… discussione finita!

Non ci si sogna nemmeno, almeno da queste parti, di avventarsi contro i tifosi avversari per chissà quale forma di sfogo di traboccante rabbia repressa. Lasciamo queste cose al calcio!

Non è stato così però per la signora Ivonne Hernandez. La signora in questione di evidenti origini sudamericane è una gran tifosa dei New York Yankees e probabilmente, invece di accudire la famiglia, ammesso che ne abbia una, passa le sue serate a discutere di baseball e di tutto quanto annesso a questo sport. La signora, il 6 maggio ultimo scorso, si trovava Nashua, nel New Hampshire, 45 miglia a nord-ovest di Boston, patria dei Red Sox.

Siamo negli States, e fuori dai bar si parla di baseball. Allo Slade’s Food and Spirits non si parla d’altro. Si discute animatamente di baseball facendo riferimento al passato, alle medie, alla bravura o ritenuta tale di questo o quel giocatore. Tutti con il loro cappellino calzato sugli occhi, tutti con la loro maglietta che non mente. Ci saranno pure degli sfottò, sia da una parte che dall’altra. Nulla però lascia presagire quanto accadrà più tardi. Probabilmente il 29enne Matthew Beaudoin (origini francesi?) o qualcun altro del “gruppo di discussione”, e che tifava Boston, si lascia andare a qualche commento pesante sugli Yankees. La Hernandez non fa una piega, sale sulla sua auto e, a tutta velocità, senza frenare, punta decisa sul gruppo dei fan dei Red Sox… Matthew Beaudoin non ha scampo, ci lascia la pelle, un’altra ragazza rimane leggermente ferita, tutti gli altri vanno nel panico e la Hernandez, arrestata, rifiuta di sottoporsi all’alcool test anche se ai poliziotti intervenuti risulta evidente che ne ha ha fatto uso spropositato.

Casi più unici che rari, negli Stati Uniti, qui da noi, invece, “calciofili” praticanti, abbiamo schiere di scalmanati che vivono un incontro di calcio, dalla vigilia alla fine di ogni partita, come fosse una battaglia, vanno allo stadio armati, colpiscono e fanno del male a sconosciuti solo perché hanno una sciarpa al collo di colore diverso dalla loro.

Trovate sfogo in altri campi, date retta, ma una donna non ce l’avete?

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